Come avviene il trattamento del linfedema nei centri di riabilitazione

By | 6 Febbraio 2019

Il linfedema consiste in un accumulo dei liquidi nei tessuti. Le zone interessate, gambe e braccia nello specifico, si gonfiano davvero molto e la pelle tende a diventare molto dura. Compaiono anche dolori e difficoltà di movimento. Oltre ad essere una condizione antiestetica, si tratta quindi di una patologia che rende difficile il normale svolgimento delle proprie attività quotidiane, senza dimenticare che l’ostruzione della circolazione linfatica non consente di ossigenare adeguatamente i tessuti, che possono proprio per questo motivo andare incontro a situazioni molto gravi, come le ulcere giusto per fare un esempio su tutti.

Nei casi meno gravi, il linfedema può essere trattato in modo autonomo, con rimedi naturali, utilizzando calze contenitive, seguendo uno stile di vita sano e attivo. Nei casi più gravi, è invece necessario fare affidamento su un centro di riabilitazione. I centri disponibili in Italia sono di varia tipologia. Oltre a consigliarvi ovviamente di scegliere un centro che sia in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, vogliamo anche suggerirvi di optare per un centro che preveda il ricovero dei pazienti. In questo modo si ha la possibilità di farsi seguire per settimane al meglio dai medici e dai fisioterapisti, in modo da ottenere una reale risoluzione del proprio problema.

Ma come avviene il trattamento del linfedema nei centri di riabilitazione di questa tipologia? Ecco le 3 fasi del trattamento:

  1. Prima visita linfologica. Prima di iniziare il trattamento, è di fondamentale importanza che il medico effettui una prima visita con ecodoppler. Ovviamente durante la prima visita, si prendono in considerazione anche eventuali patologie presenti e si individua quale sia la causa del problema. In questo contesto il medico progetta il percorso riabilitativo decongestionante che dovrà essere seguito, personalizzandolo in base alle specifiche esigenze del paziente.
  2. Trattamento riabilitativo. Durante le settimane che seguono alla prima visita, il paziente effettua delle sedute di linfodrenaggio manuale che consentono di ridurre la congestione alle zone interessate. Inoltre si effettuano anche bendaggi decongestionanti. In queste settimane il paziente si sottopone anche ad attività fisica di vario genere. Si va dalle camminate veloci al nordic walking, dalla ginnastica di gruppo agli esercizi propriocettivi preparatori. Il trattamento riabilitativo prevede anche incontri con nutrizionisti in modo da capire quale sia la migliore e più sana alimentazione da seguire e eventuali incontri con psicoterapeuti.
  3. Mantenimento. Il percorso riabilitativo si conclude con una vera e propria formazione del paziente. Il paziente scopre infatti come mantenere i risultati che è stato in grado di ottenere durante il ricovero in clinica ed impara ad effettuare l’autobendaggio. Il paziente viene anche eventualmente indirizzato verso l’acquisto di tutori appositi. Questa è una fase che può sembrare poco importante, rispetto alle due precedenti, ma possiamo invece assicurarvi che non è affatto così. Un paziente che non sa come mantenere i risultati ottenuti, è infatti un paziente che nel giro di poco tempo può ricadere nello stesso identico problema. Un paziente che sa come mantenere i risultati invece, è un paziente che continua a migliorare anche a casa, che non ricade nello stesso identico problema, che ne previene l’insorgenza ad altri arti.