Privacy e recupero crediti, il mistero dei solleciti abbandonati di Pedemontana

foto da media.motorbox.com

Li hanno trovati abbandonati in un fosso nei pressi di Rosate, nella periferia di Milano. Sono dieci scatoloni del peso di 40 chili, contenenti ciascuno migliaia di lettere di sollecito di pagamento dell’autostrada Pedemontana. Non proprio scartoffie comuni.


La società, in una nota con cui ha confermato la notizia, ha chiarito di essersi subito attivata per
rintracciare l’elenco dei destinatari e recapitare i solleciti ai diretti interessati, per buona parte residenti nel comasco.

Del caso si sono interessati anche i Carabinieri, mentre Pedemontana ha contestato il fatto alla società appaltante, con cui ha risolto immediatamente il contratto, e denunciato l’accaduto alla procura di Pavia.

La vicenda, inevitabilmente, ha aperto un dibattito sul rapporto tra privacy e recupero crediti ed evidenziato la difficoltà di Pedemontana nella riscossione dei pedaggi: secondo gli ultimi dati di metà 2016, il 20% degli automobilisti non ha mai pagato i transiti, causando nelle casse della società un buco di 2,4 milioni di euro. Il bilancio dello scorso anno è stato chiuso in rosso per 7,7 milioni.

Nel corso del 2017, Pedemontana invierà 2 milioni di lettere di sollecito, di cui 450 mila sono già state spedite. Una società specializzata nel recupero crediti è stata incaricata di rintracciare e notificare i pedaggi non pagati agli automobilisti con targa estera. Nel frattempo, le tariffe dell’autostrada sono aumentate ancora.